Nel settembre 2002, durante il governo Jun'ichirō Koizumi. a seguito di uno scandalo dovuto alla esposizione, e successiva ammissione, di manipolazioni dei dati delle verifiche di sicurezza dei reattori nucleari, fu ordinato il fermo di tutti i diciassette i reattori gestiti dalla TEPCO. Tale fermo proseguì per tutto il 2003, causando il primo crollo di generazione nella storia di produzione di energia del Giappone (dal livello poco superiore ai 300 TWh, mantenuti costantemente dei 6 anni precedenti, ai circa 220 TWh del 2003). L'evento richiamato sopra, con riferimento alla centrale di Kashiwazaki-Kariwa, è imputabile del secondo crollo produttivo nucleare in Giappone, quello nel 2008 (sceso a circa 240 TWh). Inoltre strascichi cronici degli eventi citati sulla gestione di vari reattori della TEPCo ha impedito un recupero della generazione nucleare totale nucleare del Giappone, che a parte un parziale recupero nel 2006 a circa 290 TWh, non si è più avvicinato al valore di generazione di 300 TWh del periodo aureo del nucleare in Giappone. Infine gli eventi del marzo 2011 alla centrale Fukushima Daiichi, ancora una volta imputabili alla problematica gestione della TEPCO, sono la causa del sostanziale azzerramento della generazionne nucleare in Giappone tra il 2012 ed il 2016.[5]
2. 样本抽取
IAEA 没有 参与样本抽取
Il ministero dell'Ambiente nipponico ha inviato quattro navi per raccogliere campioni di acqua di mare da 11 posizioni entro un raggio di circa 50 chilometri dalla centrale nucleare. I primi risultati sono attesi per domenica, con il ministero che prevede di divulgare dati ogni settimana per i prossimi tre mesi. Anche la Tepco raccoglierà campioni di acqua di mare da 10 posizioni entro una distanza di 3 chilometri dalla centrale nucleare per circa un mese, rilasciando i dati il giorno successivo.